Luciana Bratina, nata a Tripoli nel 1940, ha vissuto gran parte della sua vita in Belgio lavorando negli uffici comunitari di Bruxelles. Tornata in Italia alla fine del secolo scorso ha dimorato a Sacile nella casa di famiglia.
Ha praticato fin dalla giovinezza la pittura e il disegno. Al suo ritorno in Italia può finalmente dedicarsi totalmente all’arte: viene attratta dalla grafica e decide di frequentare la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia. Si trova in particolare sintonia con il libro d’artista e ne segue i corsi per alcuni anni. Ed è proprio con queste opere d’arte, dove il testo e le immagini si intrecciano e si fondono fra loro, che trova la forma più adatta per esprimersi. Per rendere alcuni suoi libri d’artista più personali e pregnanti non ha timore di usare uno strumento alle donne molto familiare e cioè la macchina da cucire.
Inoltre per ampliare il campo della sua espressione artistica decide di seguire il corso di litografia. Nell’autunno 2008 ho avuto il piacere di conoscere Luciana. Rimase subito molto affascinata dalle ”pietre”, ossia dalle matrici calcaree che si formano in natura nel corso di migliaia di anni e non hanno bisogno di nessuna alterazione umana per adattarle alle esigenze della stampa litografica. La litografia infatti nasce proprio da queste pietre, dalla loro capacità di assorbire sia il grasso che l’acqua, proprietà molto rara in natura, su cui si basa il principio essenziale di questa tecnica. Luciana decide dunque di seguire questo corso anche negli anni successivi.


A sx la litografia “Vecchio ulivo” disegnata su pietra da Luciana Bratina, a dx Luciana con Eddy Nociforo mentre sta lavorando nel laboratorio litografico
Nel 2009 aderisce all’Associazione Toulouse Lautrec che aveva sede nell’ex scuola e allora Centro culturale “Stefanuto” di Settimo di Cinto Caomaggiore. Da allora ha partecipato assiduamente alle nostre iniziative: incontri artistici, mostre, pubblicazioni di libri manufatti, ecc. Abbiamo avuto modo di lavorare assieme per una decina d’anni.
Alcuni dei suoi libri d’artista sono stati stampati nel nostro laboratorio. Uno di questi libri, dal titolo “Che colpa ne hanno le bambine”, fu insignito del secondo premio nel dicembre 2009 al Concorso Internazionale del Libro d’Artista di Aradeo (Lecce). Ricordo che Luciana decise di dividere il premio con la nostra Associazione per ringraziarci del contributo dato.


A sx due libri d’artista di Luciana Bratina esposti durante una mostra, a dx sono riportate le litografie presenti nel libro che nel 2009 ha vinto il secondo premio al Concorso internazionale del Libro d’Artista di Aradeo (Lecce)
Abbiamo potuto disporre con grande nostro profitto della sua amicizia e delle sue capacità artistiche. Ha infatti partecipato con le sue litografie per circa dieci anni ai Calendari delle Feste, editi dall’Associazione Toulouse Lautrec.
Era una persona molto sensibile e riservata ma non isolata da quanto succedeva nel mondo. Le stavano molto a cuore le terribili conseguenze dell’immigrazione. Assisteva con grande sofferenza al disumano cinismo dei governanti che restavano immobili di fronte alla strage di vite umane che si consumava nel mediterraneo. La sua attenzione era per le persone più fragili, le donne e i bambini che pagano il prezzo maggiore in tale esodo. Ma la sua indignazione non si fermava a denunciare le ecatombi in mare degli immigrati ma si rivolgeva anche contro la disumana ingordigia del profitto a tutti i costi, nonostante che questo comporti orribili menomazioni dell’ambiente naturale e metta a rischio la nostra sopravvivenza futura.


A sx una litografia disegnata da Luciana Bratina per il Calendario delle Feste, a dx un’opera di Luciana realizzata con la macchina da cucire per il “Reliquario-libro” dedicato agli alberi
Il libro d’artista era per lei il mezzo più efficace per comunicare tale suo intimo turbamento agli altri esseri umani. Certo i suoi libri sono solo piccole gocce nel mare putrido della disinformazione globale. Però dove cadono lasciano il segno. Ricordo che un giorno la figlia adolescente di una nostra socia sfogliando un suo libro non riuscì a trattenere le lacrime.
Alcuni dei libri d’artista di Luciana sono presenti in collezioni pubbliche specifiche come quella del comune sardo di Ulassai e nell’Archivio “Drosos” di Lecce.
Marcello De Vecchi



Due pagine del “Reliquario-libro” di Luciana Bratina con a dx il contenitore

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