Se permettete, vi voglio confidare che l’arte non mi mai ha reso ricca però mi ha permesso di vivere bene. Ho avuto la possibilità di viaggiare in Italia e in Europa e di partecipare a mostre prestigiose. Ricordo che quando fui selezionata come artista in celebri concorsi di pittura (Il Michetti di Francavilla al Mare, Il Golfo della Spezia, Il Vado Ligure, il premio Marzotto, ecc) ero molto onorata di trovarmi inserita nelle pagine di prestigiosi cataloghi, a fianco di artisti llustri come Aligi Sassu, Bruno Saetti, Luigi Servolini e Giuseppe Santomaso. Grazie all’arte ho avuto modo di conoscere artisti e intellettuali importanti come Virgilio Guidi, Giuseppe Cesetti, Venanzio Crocetti, Gino Morandis, Felice Carena, Giacomo Maselli, Diego Valeri, Silvio Branzi, Marco Valsecchi.

“Senza titolo e senza data” acrilico su faesite, f. 77×58

Qualche volta in un concorso la mia opera non è stata apprezzata, ma non mi sono persa d’animo. A volte lo stesso mio quadro era premiato in un concorso e scartato in un altro. Quando ero giovane i premi venivano assegnati anche in natura ed io posso vantarmi di aver vinto 50 chilogrammi di anguille (che poi ho venduto al signor Spessotto proprietario del Pilsen), cinque litri di benzina e anche 3 pezze di formaggio. La mia famiglia forse non era particolarmente entusiasta per queste vincite e si aspettava da me un diverso modo di vivere, ma devo ammettere che hanno rispettato pacatamente le mie scelte.

Oggi c’è sicuramente maggiore libertà e considerazione, però una donna deve ancora lavorare molto più di un uomo per essere apprezzata.

Ho dovuto fare qualche rinuncia ma questo può capitare a tutti: per coltivare il proprio talento si deve spesso rinunciare a qualcosa nella vita. In compenso attraverso l’arte ho imparato a guardare ed ascoltare e questo mi ha permesso di conoscere più a fondo la natura, gli animali e anche il genere umano. Le persone che mi conoscono sanno che non sono mai stata un’artista isolata e introversa, a volte ero un po’ timida ma ho sempre cercato di avere dei buoni rapporti con i miei simili.

Ho vissuto anche qualche momento difficile ma non mi sono mai lasciata demoralizzare. A volte mi bastava qualche parola di un’amica per riprendere fiducia in me stessa. Ad esempio ricordo una frase di un’amica friulana che mi disse: – Un giorno avevo paura, c’erano continue scosse di terremoto, mi sono messa davanti alla madonnina che mi hai regalato e subito è tornata la fiducia e la speranza. E così ho continuato a disegnare e a dipingere, qualche volta con caparbietà, ma di solito fischiettando felice, come ha scritto un critico d’arte austriaco, presentandomi in una mostra a Vienna: l’artista Sartorelli se ne va fischiettando per il bosco e fischiettando dipinge …

Ho avuto anche qualche momento fortunato, come quando un ministro giapponese di passaggio per Venezia, entrato casualmente nella Galleria Bevilaqua La Masa di piazza San Marco, fu affascinato da tre miei paesaggi al punto di acquistarli e di portarli in Giappone ad accrescere la collezione del palazzo imperiale di Tokio.

D’altro canto se la natura spesso ispira le nostre opere, ci si sente gratificati quando l’arte riesce far filtrare qualche frammento del suo incanto e tale emozione l’ho provata quando una amica di Portogruaro mi disse: – Ieri un raggio di sole è entrato dalla finestra e ha colpito un tuo quadro autunnale che, illuminandosi, ha irradiato la stanza di colori ardenti.

“Scogli sardi” 1991, for. 100×80

Altri momenti fortunati li ho vissuti con i miei familiari e nei rapporti con gli amici. Anche gli animali sono sempre stati per me molto preziosi: in particolare vorrei ricordare la mia ultima cagnetta Nerina, che mi fatto compagnia per tanti anni sopportandomi e rallegrandomi.

Non mi resta che ringraziare gli amici della Associazione Toulouse Lautrec che ho avuto modo di frequentare con una certa assiduità in questi ultimi dieci anni, una bizzarra congrega di stampautori formata da persone di diverse origini e intendimenti, a cui piace ritrovarsi e giocare con l’arte grafica e con l’editoria…

Lenci Sartorelli, 8 marzo 1914 (dal libro “La memoria dipinta”)

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA
Lenci Sartorelli è nata a Magredis di Povoletto nel 1926 e ha vissuto gran parte della sua vita a Portogruaro, dove è deceduta nel 2017. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia con i maestri Guido Cadorin per la pittura e Giovanni Giuliani per la grafica. Ha iniziato ad esporre nei primi anni cinquanta del secolo scorso e da allora ha allestito innumerevoli mostre personali e collettive, sia in ambito nazionale (Venezia, Treviso, Udine, Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna, Mantova, Cagliari, Foggia, ecc.) che internazionale (Parigi, Madrid, Barcellona, Strasburgo, Klagenfurt, Bonn, Tokio, ecc.). È sempre rimasta molto attaccata alle sue origini friulane: ha aderito al Circolo Artistico di Udine con il quale ha partecipato a diverse mostre in Friuli e all’estero. Ha tenuto dei legami molto stretti anche con l’ambiente artistico veneziano, che ha continuato a frequentare dopo essersi diplomata all’Accademia. Ha avuto modo di conoscere e frequentare diversi artisti: Gina Roma ,Guidi, Zigaina, Saetti, Tancredi, Licata, Celiberti, Balest, De Rocco, ecc. Le sue opere arricchiscono molte collezioni italiane ed estere: tre sue opere fanno parte della collezione d’arte del Palazzo imperiale di Tokio. È sempre stata un’artista umile e sincera che ha disegnato e dipinto con semplicità e costanza. Nel 2014 ha pubblicato il libro biografico “La memoria dipinta: appunti e bozzetti di una vita vissuta allegramente” edito dall’Associazione Toulouse Lautrec.

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