Ricordando Luciano Arreghini nato il 17 settembre di 75 anni fa
Dicevamo sempre: l’Angola è un pugno nello stomaco! Sono partita prima io, il 2 settembre 1992, per Luanda capitale dell’Angola, pochi giorni prima delle prime elezioni democratiche del paese, effettuate il 29/30 settembre 1992, che videro la vittoria del MPLA; l’UNITA, movimento di opposizione, rifiutò la sconfitta elettorale e nel novembre iniziò a provocare degli scontri sanguinosi nella capitale Luanda. Riprende la guerra civile. Gli italiani vengono sollecitati ad abbandonare il paese, la maggior parte rientra in Italia con un volo dell’aviazione militare italiana. Io rimango a Luanda e poco dopo arriva anche Luciano (novembre 1992), lascia il lavoro con l’A.T.T. (Associazione per la Tutela del Tossicodipendente) di Padova e i gatti che verranno curati dalla nostra vicina Betty. Arriva con il primo volo dopo la chiusura dell’aeroporto, arriva nel caos e nella guerriglia di Luanda. Da qui comincia la nostra storia in Angola durata due anni.
Clara Frasson

Luanda 1993: Clara e Luciano insieme ad altri professori durante una festa di fine corso. Si trattava di un corso semestrale per la formazione di 40 promotori di salute che fu tenuto nel quartiere di Luanda con il maggiore numero di sfollati.
Luanda 15 maggio 1993
Sono le 9,30 del mattino, non fa molto caldo (+27°C), sto bevendo una birra Beck’s mentre Vasco Rossi sta cantando che quella voglia che c’era, chissà dov’è?
La scimmia SQUAPA salta allegra nel cortile della casa nel quartiere delle ambasciate, dove vivo ora, insieme a due gatti, SQUAPI, poi c’è anche la cagna Za-za, nostra “ospite” e naturalmente anche Clara.
L’empegada, Eva, sta facendo colazione ed è una bella fica di 18 anni che studia alla sera per emanciparsi, viene al lavoro con le scarpe coi tacchi e cambia vestito ogni giorno e smalto per unghie ogni tre.
Il vento agita le foglie delle palme e in cielo transitano veloci nembo-strati ma non pioverà. Ieri, dopo 15 giorni, hanno ripreso a passare l’acqua e nelle strade c’era festa, tutti i bambini correvano con secchi, taniche, recipienti improvvisati e così si sono potuti lavare. La mancanza di acqua, dovuta ad una azione “militare” dell’UNITA, se da un lato ha frenato il colera, dall’altro ha aumentato la scabbia.
L’Ipomea Violacea che ho piantato per fare un pergolino cresce a stento contrastata dalla presenza degli SQUAPI. Per la luce si va avanti coi generatori perché l’UNITA ha fatto saltare le linee elettriche e la città è assediata…
HUAMBO è caduta dopo 56 giorni d’assedio ed ora tocca a MALANJE, KUITO, UIJE… Questi stronzi sono anche qui, nascosti in città, pronti ad agire, controllano ormai l’80% del territorio. Poi toccherà a BENGUELA e LOBITO, poi sarà la volta di LUANDA.
La gente non ne può più, la polizia fa turni di 24 ore. Tutto arriva per mare, la città si riempie ogni giorno di migliaia di sfollati, puoi immaginarti la situazione igienico-sanitaria-alimentare. Ho fatto richiesta di lavorare per l’UNICEF nelle provincie e domani farò la stessa cosa col PAM (ONU programma alimentare) ma l’UNITA abbatte gli aerei che portano la farina. L’altro giorno è caduto, centrato da un missile, un ANTONOV del PAM e il pilota, un russo, è morto: così hanno sospeso i voli. Altri 3 ANTONOV sono tornati crivellati di colpi.
Ho preso la malaria e sono andato a farmi analisi ad HARARE (ZIMBABWE) dove ho incontrato Enzo. Passa lì il fine settimana in una supervilla con parco e piscina, poi ripassa la frontiera il lunedì e torna a lavorare a CHIMOIO, MOÇANBIQUE.
Sono passato in Italia “poco” tempo fa in missione umanitaria ad accompagnare al C.T.O. di Roma un ferito per evitargli l’amputazione di una gamba, ma a Padova ci sono stato poche ore, prelevare $ e salutare i miei gatti che sono sotto la tutela di una vicina gattofila.
Oggi c’è un gran via-vai di MIG 23 e 25 (Mikoyan-Gorevich) ma sono pochi, e di elicotteri MI 17 e 21 ma sono pochi, non ce la fanno, lo ZAIRE, il SUDAFRICA, il MAROCCO, la COSTA D’AVORIO stanno rifornendo l’UNITA di armi sofisticate e sistemi radar avanzati. Qualcosa sta succedendo qui attorno, una soluzione militare è ancora però lontana, questa volta non ci sono i cubani a parare il culo.
Ti racconterò inoltre che quando sono arrivato qua 6 mesi fa, sollecitato da lettere di Clara, ho interrotto il mio lavoro di consulenza per l’A.T.T. (Associazione per la Tutela del Tossicodipendente) che mi piaceva e dove prendevo soldi, così un bel lunedì puntualmente alle 6,35 le ruote del carrello dell’ILYUSHIN 62 toccavano pista dell’aeroporto “4 de Fevereiro” di LUANDA, ANGOLA e scendevo con una valigia di 45 kg di libri + macchina da scrivere e nastri e due camicie, 3 paia di calzini e un doppiopetto per ministri. Telefoni non c’erano, taxi inesistenti, due sere prima avevano appena riaperto l’aeroporto…
Non so cosa succeda in “Itaglia”, né m’interessa, a dire il vero, cerco solo di mantenere qualche rapporto con singole persone, che, bene o male sono entrate nella mia vita, pel resto, nonostante tutto, qui mi sento meglio. Continuo a tradurre e studiare il materiale psico neuro bio fisio anatomo chimico farmaco ecc. ecc. che resta il mio pallino e anche qua mi sto dando da fare rispetto l’uso di sostanze psicotrope tradizionali.
Quando la sera vado a bermi una birra guardando il tramonto e tutta la baia di LUANDA illuminata è sotto il promontorio dove abito, dove c’è l’EMBAIXADA di Svezia, Nederlands, Brasile, RFT, Francia, casa mia e i colori del crepuscolo contornano le sagome di palme e jacaranda fioriti, la brezza leva il profumo del salso misto al sudore delle puttanelle che ti adescano per una birra, quando dall’orizzonte sorge la CRUZ DO SUL e la scimmia SQUAPA diventa buona perché ha paura (come tutte le scimmie) del buio, mi sento contento di essere in questa merda di LUANDA, dimentico gli sfollati e i morti in guerra (due miei amici sono stati spediti a HUAMBO, chi li ha più visti), i cani che mangiavano i cadaveri, quel che si può fare e quel che non si può, credimi… Io e Clara, non dormiamo con la mano nella mano del partner, come da melensa iconografia pseudoromantica, ma con la mano su un AK (AVTOMAT KALASNIKOF) 47 pronto al tiro (cioè con il colpo in canna); perché qua le cose vanno così…
Luciano Arreghini

Luciano con Salomao, guardiano notturno della guest house di Luanda

A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica dell’Angola,
Compagno José Eduardo dos Santos
In questo momento tragico, desidero esprimere la mia piena solidarietà al popolo angolano, tormentato da una guerra condotta con evidente sostegno straniero — nello specifico, da parte del regime razzista del Sudafrica e dei suoi lacchè, i fantocci delle multinazionali che vi stanno dietro.
La difesa dell’integrità nazionale è giusta e morale, in conformità con la volontà del vostro popolo, liberamente espressa nelle elezioni tenutesi il 29 e 30 settembre dello scorso anno.
La condotta dell’UNITA è un oltraggio a ogni essere umano che si consideri ancora degno di tale nome.
Offro il mio sostegno assoluto e incondizionato alla causa della pace, della giustizia e della libertà.
Luanda, 9 marzo 1993
Compagno Luciano Arreghini
Originario dell’Italia
Cittadino del mondo

Banconota da 5 milioni di kwanza (moneta ufficiale angolana) con la quale, a causa dell’inflazione generata dalla guerra civile, compravi si e no due birre.

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